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AEROSOL, I LAVORATORI SE NE VANNO

La proprietà tace sul futuro dell'azienda e i lavoratori danno le dimissioni per poter ricorrere almeno alla Naspi. E intanto, per venire incontro ai dipendenti in difficoltà, il sindaco di Valmadrera annuncia che le tasse comunali verranno loro rateizzate

Tutto tace all’Aerosol. Giovanni Bartoli, l’amministratore delegato dell’azienda di Valmadrera, non si è presentato all’incontro che si è tenuto in Prefettura a Lecco. Quindi non si sono avute risposte sul futuro dell’azienda farmaceutica che attraversa da due anni una profonda crisi, con otto mesi di stipendio arretrato per i lavoratori, produzione bloccata dal 15 dicembre, rami cosmetico e dei presidi medici e chirurgici dismessi e una richiesta di concordato in continuità presentata la scorsa settimana. Il sindacato aveva chiesto che la Prefettura si attivasse per coinvolgere i soci dei quali non si conosce l’identità. Ma nemmeno su questo fronte ci sarebbero grandi margini di manovra. «Il prefetto – spiega Massimo ferni, Femca Cisl Mbl - ci ha detto che non rientra nelle sue prerogative e che per attivare la Procura e la Finanza serve un’ipotesi di reato che a oggi sembra difficile da identificare».

Intanto molti lavoratori si sono dimessi per giusta causa per non perdere il diritto alla Naspi. Nelle ultime settimane sarebbero quaranta i dipendenti che se ne sono andati, per un organico di Aerosol ormai composto da poche unità contro la cinquantina di lavoratori in forza un mese fa e i 120 dello scorso anno. Lavoratori che ihanno comunque manifestato davanti alla Prefettura distribuendo un volantino che riassume la storia di questi ultimi due anni di crisi.
Intanto per venire incontro almeno ai lavoratori residenti a Valmadrera, Donatella Crippa, il sindaco del paese, ha annunciato che i tributi comunali saranno rateizzati. «L’Amministrazione Comunale ha voluto esprimere la propria vicinanza e solidarietà ai dipendenti dell’Aerosol e alle loro famiglie di fronte all’annuncio da parte della proprietà di voler accedere al concordato, decisione questa che congela i conti aziendali e blocca il pagamento anche degli stipendi arretrati - spiegano dal municipio -. Fin dall’agosto dello scorso anno, pur essendo molto limitato il ruolo degli Amministratori locali sulle crisi aziendali, il Sindaco si è attivato sia convocando le parti interessate, sia partecipando agli incontri presso la Prefettura, sia mantenendo un contatto costante con i rappresentanti dei lavoratori per avere informazioni dirette in merito alla vicenda».



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