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AEROSOL, CONCORDATO IN BIANCO
L'amministratore delegato ha dato mandato ai legali di presentare la domanda di concordato per evitare il fallimento. Massimo Ferni, Femca Cisl Mbl : «Sulla ripresa produttiva in ogni caso restano grandi dubbi. Molti lavoratori se ne stanno andando ed è difficile dire quanti clienti siano rimasti» 

L’Aerosol ha presentato domanda di concordato in bianco per evitare il fallimento. Come aveva annunciato la scorsa settimana ai sindacati, Giovanni Bartoli, amministratore unico di Aerosol Service Italiana, la storica fabbrica di Valmadrera fino a sei mesi fa attiva come terzista nel settore farmaceutico, ha dato mandato ai legali della società di depositare la domanda che è stata effettivamente presentata martedì 3 luglio in modo da bloccare le istanze di fallimento presentate da alcuni ex lavoratori e tutte le richieste di pignoramento e pagamento in essere da parte di creditori. Il giudice Edmondo Tota ha deciso di accogliere la domanda di concordato dando all’azienda 70 giorni di tempo per presentare il piano finanziario che dovrà garantire sia la continuità aziendale, sia la copertura di una percentuale dei debiti.

Per i lavoratori queste è una brutta notizia. La mossa rende infatti più complesso ricevere gli 8 stipendi arretrati, considerato il fatto che ogni spesa dovrà essere autorizzata da giudice e commissario e dovrà essere inquadrata nella situazione complessiva del concordato.

«Il concordato è in continuità - spiega al quotidiano lecchese “La Provincia” Massimo Ferni, Femca Cisl Mbl -, ma sulla ripresa produttiva in ogni caso restano grandi dubbi. Molti lavoratori se ne stanno andando ed è difficile dire quanti clienti siano rimasti. Per ripartire servirà anche l’ok dell’Aifa (agenzia italiana del farmaco), ma soprattutto si dovrà immettere la liquidità necessaria per rimettere in funzione l’azienda. Il giudice per approvare il concordato dovrà essere convinto della sostenibilità di un piano che dovrà spiegare come si intendono pagare i debiti. Mi chiedo se l’affitto del ramo d’azienda a una proprio newco potrà bastare».

Lunedì il sindacato avrà un incontro con il Prefetto di Lecco. «In quella sede - conclude Ferni -, chiederemo che finalmente si riesca a capire chi sono i soci. Vogliamo avere un incontro con loro, capire quali sono le loro intenzioni e se realmente intendono investire nel rilancio della Aerosol». 



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