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INDUSTRIA 4.0 INCONTRA I RAGAZZI

Grazie a un progetto varato da Fim Cisl Lombardia e il centro studi Adapt, sindacalisti e ricercatori tengono conferenza nelle scuole per spiegare i nuovi paradigmi produttivi. Gabriele Fiore, Fim Cisl Mbl è andato all'Istituto Mapelli: «Un'esperienza interessante che presenta rischi, ma soprattutto opportunità del sistema industriale» 

L’Industria 4.0 entra a scuola. La Fim Cisl Lombardia e il centro studi Adapt hanno organizzato un ciclo di incontri per promuovere «le relazioni e la reciproca contaminazione tra mondo dell’istruzione e lavoro». Un modo per cogliere «le opportunità di discussione e confronto offerte dall’evoluzione digitale e da Industry 4.0, quale processo destinato ad influenzare l’intero territorio lombardo e le diverse istituzioni socio-economiche e politiche che vi operano (scuole, sindacati, imprese, rappresentanti politici, ecc.)».

«È un’iniziativa che vuole preparare i giovani al nuovo mondo del lavoro – spiega Gabriele Fiore, Fim Cisl Mbl -. Intende trasmettere a chi sta mettendo le basi per il proprio futuro che cosa dovrà aspettarsi dal mondo del lavoro».

Il progetto è articolato in due momenti: un incontro a scuola nel quale un sindacalista (al Mapelli è andato Gabriele Fiore) e un ricercatore di Adapt spiegano che cosa sia Industria 4.0, come lavorano le aziende e il ruolo del sindacato; una visita in un’azienda (per i ragazzi del Mapelli sarà la Project Automation di Monza).

«Parlare con i giovani - continua Fiore - è interessante. A loro appare tutto come un’opportunità. Il che è positivo però è necessario che comprendano a fondo i meccanismi che stanno alla base del nuovo sistema produttivo. Solo così riusciranno a coglierne appieno gli aspetti positivi».

L’Industria 4.0 sta infatti cambiando i paradigmi dell’industria. L’automatizzazione ha risolto il problema della standardizzazione del prodotto impiegando un numero inferiore di lavoratori. Ma se in linea ci sono più computer e meno uomini, ciò non significa che l’intervento umano sia destinato a sparire. «Stanno velocemente cambiando le professionalità - osserva Fiore -. C’è una crescente domanda di progettisti, manutentori, ecc. Aumentano cioè le mansioni legate al servizio alla produzione più che alla produzione stessa. I ragazzi devono quindi comprendere che per avere un ruolo nell’Industria 4.0 si deve guardare a nuove professionalità. Che rappresentano un’opportunità per il loro futuro».



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