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«PROGRAMMAZIONE SOCIALE, LE LINEE SONO INADEGUATE»

I sindacati dei pensionati: «Dietro l'angolo c'è una riduzione dei piani di zona brianzoli, gli strumenti che delineano la i programmi locali e stabiliscono l'utilizzo delle risorse del Fondo nazionale. Il territorio sarà penalizzato»

I sindacati confederali e dei pensionati della Brianza giudicano le Linee per la programmazione sociale 2018-20, emanate da Regione Lombardia, non solo inadeguate ma anche dannose. Dietro l’angolo c’è una riduzione dei Piani di zona «brianzoli», in procinto di passare da 5 a 2.

Una novità dovuta alla delibera della Giunta regionale n. 7631 del 28 dicembre 2017. Nei Piani di zona vengono delineati la programmazione sociale a livello locale e l’utilizzo delle risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali, stanziate dal Governo e distribuite dalle Regioni ai Comuni associati negli Ambiti territoriali. In questo documento sono definiti gli interventi prioritari relativi a determinate aree, come le nuove povertà, il disagio abitativo e la non autosufficienza. In provincia di Monza Brianza i Piani di zona verranno dunque a coincidere con l’articolazione territoriale definita dall’Agenzia di tutela della salute della Brianza nel suo Piano aziendale.

Una scelta che, sottolineano i sindacati confederali e dei pensionati, rischia di determinare uno stravolgimento dei modelli e delle specificità programmatorie degli ambiti sociali. Ne consegue che qualsiasi scelta che privilegi in termini burocratici il modello sanitario, oltre a penalizzare le specificità e le competenze dei Comuni, nel nostro territorio determinerebbe un effettivo annullamento di una straordinaria esperienza di programmazione, qualificazione e omogeneizzazione dei servizi sociali.

Per esempio, c’è la possibilità che alcune esperienze innovative non siano più sostenute. Potrebbe essere il caso del progetto Archimedes, avviato nel 2015 nei 13 Comuni del Caratese. Archimedes, centrato sui temi della vulnerabilità sociale (casa, reddito e lavoro), ha garantito buoni risultati. La nuova configurazione territoriale penalizzerebbe il nostro territorio nella distribuzione delle risorse anche in virtù dell’applicazione dei criteri premiali definiti dalla delibera. Criteri sicuramente iniqui, secondo il parere dei sindacati brianzoli: i nuovi ambiti territoriali infatti accorperebbero da un lato Vimercate, Carate e Seregno, dall’altro Monza e Desio.

Le organizzazioni sindacali, unitamente al mondo dell’associazionismo, del volontariato e del terzo settore, sono impegnate affinché tutti coloro che operano verso le persone più fragili e più deboli siano messe nelle condizioni di far sentire la loro voce per garantire un’efficace capacità di risposta del territorio ai bisogni dei cittadini.      

 



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