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CANALI, A CARATE SI CHIUDE. AI LAVORATORI ASSICURATI GLI INCENTIVI
Massimo Ferni, Femca Cisl Mbl: «Come sindacato abbiamo fatto di tutto per evitare la chiusura dello stabilimento. Pensavamo e continuiamo a pensare che potesse essere mantenuta l’attività produttiva. Purtroppo la proprietà non ha sentito ragioni. Di fronte a questa intransigenza non ci è rimasto che lottare per ottenere buoni indennizzi»

Lo stabilimento della Canali di Carate Brianza chiuderà definitivamente. Ai 134 dipendenti (130 donne e quattro uomini) che perderanno il posto saranno però riconosciuti incentivi all'esodo consistenti. L’accordo tra azienda e sindacato è stato firmato lunedì ed è stato approvato ieri dall’assemblea dei lavoratori.

L’intesa prevede 25mila euro lordi alle dipendenti che aderiranno volontariamente al progetto di out-placement come attività di supporto alla ricollocazione professionale; 5mila euro lordi andranno alle lavoratrici che decideranno di accettare la proposta di ricollocazione nello stabilimento Canali delle Marche (finora ha accettato solo uno su 134); 30mila euro a chi non sceglierà nessuna delle due opzioni precedenti.

«Come sindacato – spiega Massimo Ferni, Femca Cisl Mbl – abbiamo fatto di tutto per evitare la chiusura dello stabilimento. Pensavamo e continuiamo a pensare che potesse essere mantenuta l’attività produttiva. Per questo ci siamo rivolti a tutte le istanze comprese quelle istituzionali. Purtroppo non c’è stato nulla da fare e ci siamo trovati di fronte a una proprietà che non ha sentito ragioni. Di fronte a questa intransigenza non ci è rimasto che lottare per ottenere buoni indennizzi che aiutassero i dipendenti rimasti senza lavoro».

Rimane il rimpianto per la chiusura che impoverisce ulteriormente il tessuto produttivo brianzolo. «Noi abbiamo lottato in tutti i modi per mantenere viva questa realtà – conclude Ferni -, ma non ci siamo riusciti. È difficile accettare che aziende che macinano utili, come la Canali, o che prendono finanziamenti pubblici, come la K-Flex, possano cancellare tasselli importanti dell’economia locale. Penso che ci dovrebbero essere norme che rendano più difficili operazioni come queste. La Costituzione garantisce la libertà di impresa, ma non quando questa cozza con l’interesse generale. Scelte come quelle di Canali e di K-Flex hanno avuto e avranno un forte impatto sociale».



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