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MALATI CRONICI, DAL 2018 UN NUOVO MODELLO DI CURA

In Lombardia sarà applicato un nuovo sistema che prevede la presa in carico di pazienti con patologie croniche. «Il modello in sé ha una valenza positiva - spiega Giuseppe Saronni, Fnp Cisl Mbl -, ma permangono alcune criticità. Per risolverle abbiamo aperti un tavolo con le autorità sanitarie». Chi volesse informazioni, può rivolgersi alle sedi Cisl e Fnp di Monza, Brianza e Lecco

In Lombardia cambiano le regole per i pazienti cronici. A partire da gennaio 2018, il Pirellone invierà ai malati cronici una lettera nella quale chiederà di scegliere se intendono aderire a un nuovo modello di cura oppure se vogliono curarsi come stanno facendo ora.

Il nuovo modello di cura prevede la figura del gestore della presa in carico. Questo può essere una cooperativa di medici, un ambulatorio, un ospedale (sia pubblico sia privato) e il medico di famiglia. Il gestore si prende carico del percorso di cura dopo aver predisposto il Piano di assistenza individuale che, in base alla patologia, stabilisce i bisogni del paziente, prenota le prestazioni, attiva i servizi che si rendono necessari e interagisce con le figure (mediche o meno) che si occupano del paziente. Quest’ultimo dovrà sottoscrivere il patto di cura che lo impegnerà a rispettare il percorso terapeutico e assistenziale ritenuto più appropriato.

Qualora il medico di famiglia non accettasse di diventare gestore, è possibile scegliere un altro gestore che si occuperà della patologia cronica mentre il medico di base continuerà a occuparsi delle altre prestazioni. Chi non sceglie il nuovo modello, continuerà il suo percorso come in passato.

«Il modello ha validità positve - spiega Giuseppe Saronni, Fnp Cisl Monza Lecco Brianza -. La presa in carico può essere un valido aiuto per gli anziani con patologie croniche, soprattutto se soli. Riteniamo però che il sistema sanitario non sia ancora pronto a mettere in atto questo modello. Come sindacato notiamo una carenza di informazione, per questo come sindacato cercheremo di informare chiunque ne avesse bisogno. Pensiamo inoltre che le strutture pubbliche non siano ancora organizzate per tutte le esigenze che nasceranno. Inoltre riteniamo che il fatto che i medici di famiglia possano diventare gestori, co-gestori o potranno non assumersi responsabilità generarà una pluralità di posizioni che rischiano di creare confusione. Come Cisl abbiamo aperto un tavolo di confronto con l'Agenzia di Tutela della Salute per cnfrontarci su possibili problemi».    

Hai bisogno di una consulenza? Vieni nelle sedi Cisl e Fnp Pensionati in provincia di Monza e di Lecco.

Volantino nuovo modello di cura .pdf



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